Di fronte alla violenza del potere e alla menzogna eretta a sistema, il primo compito della Chiesa è aggrapparsi alla Bibbia, per non essere trascinata nel vortice. Raccontare Gesù, oggi, è accendere una luce nelle tenebre di questi anni.
Chiesa
Per secoli il pensiero cristiano ha cercato di limitare la brutalità della guerra con la teoria della “guerra giusta”, oggi messa in crisi da armamenti moderni e contesti geopolitici instabili. La nuova prospettiva della “pace giusta” punta alla prevenzione e a soluzioni condivise, ma fatica a reggere nell’attuale scenario globale frammentato.
Le Chiese cristiane in Europa hanno impiegato decenni per adattarsi alla democrazia, con un’accelerazione soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale.Tuttavia, oggi, una parte crescente dell’opinione pubblica occidentale sembra sfidare il modello democratico, preferendo soluzioni populiste, che – se non associabili del tutto ai totalitarismi – pendono comunque verso una certo tipo di “democratura”. E le reazioni delle Chiese a questa tendenza sono piuttosto ambigue.
La Confessione è un podcast che sviluppa un’inchiesta di rilievo internazionale sugli abusi sessuali perpetrati e coperti dalla Chiesa cattolica in Italia. Sviluppato dai giornalisti Federica Tourn, Stefano Feltri e Giorgio Meletti,
il podcast costituisce un atto d’accusa che per la prima volta racconta le responsabilità dei vertici della Chiesa italiana e del Vaticano, incluso papa Francesco.
Se in politica chi abbaia di più sui migranti è elettoralmente premiato e se l’opinione pubblica si dice addolorata di fronte alle stragi in mare (per poi autoassolversi abbastanza velocemente), da che parte si collocano le Chiese occidentali in questa situazione di insensibilità morale?
Nel suo ultimo libro, Senza Chiesa e senza Dio. Presente e futuro dell’Occidente post-cristiano (Laterza, 2023) Brunetto Salvarani analizza la crisi epocale che tutte le Chiese cristiani stanno attraversando, soprattutto nei Paesi europei.
La 38esima edizione del Kirchentag, che si è tenuta lo scorso giugno a Norimberga, è stata dedicata alla guerra e al clima, ma offre uno spunto di riflessione su come è cambiata la società rispetto alla
Chiesa che, dagli anni Cinquanta a oggi, ha registrato un’ondata di abbandono senza precedenti.
Nel 1975 in Italia metodisti e valdesi hanno votato a favore della formazione dell’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi. Da allora, i valdesi italiani hanno un rapporto speciale con i metodisti di tutto il mondo, così come i metodisti italiani hanno un rapporto speciale con i presbiteriani e i riformati di tutto il mondo. Purtroppo, negli ultimi anni, nella maggior parte dei Paesi, compresi gli Stati Uniti, i Metodisti uniti stanno vivendo conflitti importanti al loro interno. In questa intervista Peggy Johnson, vescovo della Conferenza annuale del New England della Chiesa metodista unita (UMC), spiega al pubblico italiano cosa sta accadendo.
Di fronte alla caduta verticale del numero di fedeli, una delle strategie operate da alcune Chiese è quella di abbassare le esigenze e facilitare al massimo l’accesso. Oppure, con segno diametralmente opposto, ci sono Chiese che sostengono che, poiché il Cristianesimo è già minoritario, può essere socialmente significativo solo se si presenta con un alto profilo spirituale. Quale modello prevarrà?
La chiamata di papa Francesco a “camminare insieme”, partendo dal basso voleva essere un invito ai teologi a ripensare metodi e contenuti di un rinnovamento ormai urgente anche a prescindere dal sinodo. Ciononostante, la Chiesa cattolica continua a non dare prova di grande coraggio e si rileva un certo “pericolo dell’indietrismo”.
