Il papa ha convocato per il 7 luglio, nel capoluogo pugliese, un vertice di leader cristiani per esprimere solidarietà ai cristiani del Medio Oriente perseguitati. Sono attesi tutti i patriarchi ortodossi ma, per ora, sembra che tra essi non vi sarà quello di Mosca, Kirill. Putin, tuttavia, potrebbe fargli cambiare idea.
cristianesimo
La Tunisia, un esempio di dialogo interculturale e interreligioso
La Tunisia, nella sua storia è diventata simbolo di accoglienza: sempre aperta e tollerante, è il luogo dell’incontro dove non si impongono limiti culturali, religiosi o politici. Promuove le diversità, resta un modello di pluralismo e di incrocio di religioni e culture.
Pubblichiamo volentieri questa lettera inviataci dall’ingegner Roberto Paggi, che si riferisce all’articolo di Giovanni Franzoni pubblicato su Confronti di giugno 2017.
di Marco Vannini
Su Confronti di maggio abbiamo pubblicato una recensione molto critica al libro del filosofo e teologo Marco Vannini “Contro Lutero e il falso Evangelo” curata dal teologo protestante Fulvio Ferrario. Vi proponiamo qui la replica dell’autore.
di Daniele Garrone (professore di Antico Testamento alla Facoltà valdese di teologia di Roma)
Di origini ebraiche, ma educato in una famiglia cattolica, il grande teologo e biblista Paolo De Benedetti – scomparso l’11 dicembre scorso – coltivò per tutta la vita le due anime della sua personalità, quella cristiana e quella della tradizione ebraica.
“Ebrei e cristiani: l’alterità come dono e compito” incontro della Fondazione Pietro Lombardini
Sabato 29 ottobre, ore 18:30, Teatro F. Tagliavini, Novellara (Reggio Emilia)
con Paolo Ricca e Bruno Segre.
di Claudio Paravati
La strage di Parigi del 13 novembre ha fatto aumentare la diffidenza verso tutti i musulmani presenti in Europa, come se fossero tutti sostenitori dello Stato islamico. Pur non avendo alcuna responsabilità per le violenze, la comunità musulmana italiana ha voluto opportunamente dare un segnale che risultasse chiaro a tutta l’opinione pubblica allarmata dalla propaganda populista anti-islamica, scendendo in piazza il 21 novembre al grido di «Not in my name».
Beirut (12 novembre, 43 morti), Parigi (13 novembre, 129 morti, 300 feriti), Bamako, in Mali (20 novembre, 170 ostaggi, 22 morti): questo è il pesante bollettino di novembre del terrorismo del cosiddetto Stato islamico (l’Isis, il cui acronimo, in arabo, è Daesh) e dei movimenti a esso affiliati. Un’azione terribile di guerra «a pezzetti» perpetrata, con drammatica folle lucidità, da coloro che seguono una propria ideologia del terrore.
Il terrore. A dieci mesi da Charlie Hebdo, ancora una volta la Parigi di Rousseau e Voltaire è stata colpita. Questa volta però con una violenza ancor più impressionante: sei attacchi coordinati nel giro di 33 minuti, sparando sulla folla…
Scegliamo bene i paletti. Una replica a Ernesto Galli della Loggia
di Franco Cardini
Il mio caro e vecchio amico Ernesto Galli della Loggia – «collega, e ciononostante amico», come usiamo dire all’Università –, ha pubblicato il 7 ottobre scorso su Il Corriere della Sera «Religioni e paletti. Il difficile rapporto con l’Islam», una lunga messa a punto di quella che potremmo ormai definire la «questione islamica»…
di Mario Campli
L’ho incontrato nella piazza dell’Auditorium, a Roma. Era in corso «Libri come 2015», di cui era uno degli ospiti d’onore. Se lo contendevano come una star. Un fotografo di professione faceva il suo lavoro: Emmanuel Carrère, pazientemente seguiva le sue indicazioni, spostandosi sul piazzale. Mentre riconsegnava a mia moglie e a me la copia (Le Royaume – Il Regno) sulla quale gentilmente aveva scritto una dedica, gli ho chiesto: «Possiamo e dobbiamo considerarlo autobiografico»? «Assolutamente sì», mi ha risposto, guardandomi dritto negli occhi. (Pour Bice et Mario avec toute ma sympathie).
Avevo già completato la lettura della prima parte: Prologo. Parigi, 2011 e Una crisi. Parigi 1990-1993. Seguiranno: Paolo. Grecia, 50-58; L’inchiesta. Giudea, 58-60; Luca. Roma, 60-90; Epilogo. Roma, 90-Parigi, 2014. Nel Prologo. Parigi 2011, penso di aver individuato il filo di Arianna: «Quando mi occupo di un argomento, mi piace aggredirlo su più fronti». I fronti, in effetti, sono molteplici. Il percorso sempre autobiografico, anche nelle ultime righe, quando – non più cristiano, «sono stato cristiano» – si interroga: «Il libro che termino ora l’ho scritto in buona fede […]. E nel momento di lasciarlo mi chiedo se questo libro tradisca il giovane che sono stato, e il Signore in cui quel giovane ha creduto o se invece vi sia rimasto, a suo modo, fedele». E risponde: «Non lo so».
Antifascista per i fascisti, anticattolico per i cattolici, anticomunista per i comunisti
di Luigi Rigazzi
Per raccontare la tragedia umana del Professore Don Ernesto Buonaiuti (Roma, 1881-1946), scomunicato con la formula: nominatim excommunicatus et expresse vitandus, cioè dichiarato dalla Chiesa uomo inavvicinabile, voglio iniziare dalla fine. Don Ernesto Buonaiuti, professore ordinario di Storia del cristianesimo all’Università La Sapienza di Roma, più volte ammonito e scomunicato, nonostante il Concordato tra Stato e Chiesa del 1929 non aveva perso la cattedra, perché lo scellerato Art 5 del concordato Lateranense non era retroattivo, per espresso volere di Mussolini, ma la perse nel 1931 assieme ad altri 18 docenti che non vollero prestare giuramento al fascismo in osservanza del regio decreto n. 1227 del 28 agosto 1931. È bene ricordare questi grandi antifascisti dimenticati, molti dei quali come il Buonaiuti fecero una vita di stenti, sostenuti e aiutati alle volte dagli amici o dai parenti.
