Il Rapporto Human Rights Watch 2026 denuncia una crisi globale dei diritti umani.
democrazia
La notte americana si consuma nel sonno di democrazie stanche e ripiegate sulle proprie agende interne.
Dove sta andando la convivenza democratica e il sistema di regole, doveri e diritti sperimentato per decenni? È importante riflettere sulla crisi delle democrazie, sempre più esposte a derive autoritarie che nascono dall’interno e si legittimano anche attraverso l’apatia civile. La perdita di partecipazione, l’erosione dei diritti e l’indebolimento dello spirito democratico sono come segnali di una trasformazione profonda del presente.
Che cosa succede? Staremo mica diventando meno liberi? Veramente da quando il cartaceo ha ceduto all’online, al cittadino che non cerca di informarsi dalla messaggistica social passa di tutto, fake news comprese.
Siamo davvero a un tornante particolarmente drammatico della storia dei media, vecchi e nuovi. Si intrecciano, infatti, l’iperveloce innovazione tecnologica in corso e l’evidente svolta autoritaria cui assistiamo.
Le Chiese cristiane in Europa hanno impiegato decenni per adattarsi alla democrazia, con un’accelerazione soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale.Tuttavia, oggi, una parte crescente dell’opinione pubblica occidentale sembra sfidare il modello democratico, preferendo soluzioni populiste, che – se non associabili del tutto ai totalitarismi – pendono comunque verso una certo tipo di “democratura”. E le reazioni delle Chiese a questa tendenza sono piuttosto ambigue.
Un recente rapporto, diffuso dalla rete di ricerca panafricana Afrobarometer, ha documentatole aspirazioni e le esperienze democratiche dei cittadini africani negli ultimi 25 anni.Due terzi affermano di preferire la democrazia a qualsiasi altro sistema di governo, e un’ampia maggioranza respinge il governo esercitato da una sola persona, il governo di un solo partito e il governo militare.
Qual è il ruolo delle Chiese in un contesto in cui, sempre di più, l’opinione pubblica di molti Paesi ritiene che altre formule, più autoritarie rispetto alla democrazia, possano garantire una migliore qualità della vita alla maggioranza della popolazione?
Nella corsa alle presidenziali degli Stati Uniti del 2024 c’è ancora la possibilità che gli elettori e le elettrici vedano Donald Trump contendere per la Casa Bianca. Eppure la rielezione di Trump potrebbe rappresentare la peggiore delle notizie possibili per la pace mondiale.
Pur essendo ora rivali, Abdel Fattah al-Burhan e Mohammed Hamdan Dagalo (detto Hemedti, “piccolo Mohamed”) sono entrambi imputabili di crimini come le stragi di civili in Darfur e la repressione di massa contro i manifestanti che, alla caduta del dittatore al-Bashir, chiedevano libertà e democrazia in Sudan.
