Da oltre un anno sappiamo che almeno 3 giornalisti sono stati spiati in Italia con un sistema utilizzato solo da autorità statali, e il governo non è in grado di dire da chi e perché.
democrazia
Oggi solo il Pd si definisce partito, mentre nella prima Repubblica tutti si richiamavano alla forma-partito: comunista, socialista, liberale o democristiano e il nome esprimeva direttamente “che cosa rappresentavano”.
Non si immaginavano i risvolti sorprendenti del caos: un referendum, predisposto a condizionare l’indipendenza della magistratura e aperto ad ulteriori modificazioni della Carta fondamentale, ha ristabilito le regole, nonostante fosse dato per perso.
Il Rapporto Human Rights Watch 2026 denuncia una crisi globale dei diritti umani.
La notte americana si consuma nel sonno di democrazie stanche e ripiegate sulle proprie agende interne.
Dove sta andando la convivenza democratica e il sistema di regole, doveri e diritti sperimentato per decenni? È importante riflettere sulla crisi delle democrazie, sempre più esposte a derive autoritarie che nascono dall’interno e si legittimano anche attraverso l’apatia civile. La perdita di partecipazione, l’erosione dei diritti e l’indebolimento dello spirito democratico sono come segnali di una trasformazione profonda del presente.
Che cosa succede? Staremo mica diventando meno liberi? Veramente da quando il cartaceo ha ceduto all’online, al cittadino che non cerca di informarsi dalla messaggistica social passa di tutto, fake news comprese.
Siamo davvero a un tornante particolarmente drammatico della storia dei media, vecchi e nuovi. Si intrecciano, infatti, l’iperveloce innovazione tecnologica in corso e l’evidente svolta autoritaria cui assistiamo.
Le Chiese cristiane in Europa hanno impiegato decenni per adattarsi alla democrazia, con un’accelerazione soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale.Tuttavia, oggi, una parte crescente dell’opinione pubblica occidentale sembra sfidare il modello democratico, preferendo soluzioni populiste, che – se non associabili del tutto ai totalitarismi – pendono comunque verso una certo tipo di “democratura”. E le reazioni delle Chiese a questa tendenza sono piuttosto ambigue.
Un recente rapporto, diffuso dalla rete di ricerca panafricana Afrobarometer, ha documentatole aspirazioni e le esperienze democratiche dei cittadini africani negli ultimi 25 anni.Due terzi affermano di preferire la democrazia a qualsiasi altro sistema di governo, e un’ampia maggioranza respinge il governo esercitato da una sola persona, il governo di un solo partito e il governo militare.
