Le elezioni israeliane del 2026 si profilano come un vero banco di prova per il futuro del Paese. Secondo un’analisi di Chatham House, non si tratterà solo di scegliere un governo, ma di decidere il destino del contratto sociale tra Stato e cittadini. Cresce infatti la frustrazione dell’opinione pubblica (soprattutto tra i riservisti) nei confronti delle esenzioni dal servizio militare che riguardano circa 80mila giovani ultra-ortodossi, mentre il futuro di Gaza resta incastrato in un quadro “tecnocratico” – secondo la dicitura della Fase II del cosiddetto Trump Plan – che sembra offrire poche prospettive di reale sviluppo per i palestinesi.
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Il governo di unità nazionale sembra la sola strada percorribile per estrarre il Sudafrica dalla palude in cui è arenato dopo i risultati elettorali dello scorso 29 maggio.
