Il Tigray torna al centro della crisi etiope, con scontri tra forze federali e milizie locali e il rischio di un nuovo conflitto con l’Eritrea. Le tensioni interne e regionali, unite a fragilità socio-economiche, rendono il Paese sempre più instabile.
Etiopia
Eastern Route. La rotta verso il Golfo che inghiotte i giovani del Corno d’Africa
Sempre più giovani abbandonano il Corno d’Africa per tentare la cosiddetta Eastern Route verso Arabia Saudita e Paesi del Golfo. Si tratta di una delle rotte migratorie più trafficate e pericolose del mondo: traffico di esseri umani, violenze, naufragi e respingimenti segnano un viaggio che, spesso, termina con la morte o lo sfruttamento.
Il Corno d’Africa resta un crocevia strategico globale, segnato da instabilità interna, rivalità regionali e la presenza di basi militari straniere. La lotta contro Al-Shabaab e le tensioni tra Somalia, Etiopia ed Eritrea condizionano sicurezza, commercio e equilibri geopolitici.
Il riaccendersi delle tensioni tra Etiopia ed Eritrea, alimentato dall’ambizione di Abiy Ahmed di ottenere uno sbocco sul Mar Rosso, fa temere un nuovo conflitto nel Corno d’Africa.
Il mito degli “italiani brava gente” viene demolito facilmente se si ricorda la brutalità della Guerra d’Abissinia, segnata da massacri, stupri e uso di armi chimiche. La propaganda fascista, con canzoni, spettacoli e retorica imperiale, alimentò il consenso di massa verso l’impresa coloniale. Solo dopo le disfatte della Seconda guerra mondiale maturò una presa di coscienza, che aprì la strada alla Resistenza e alla rinascita democratica.
E la grande diga va, ma tra Etiopia ed Egitto è scontro
Mentre l’Africa orientale affronta crescita demografica e sfide climatiche, la Grande diga della Rinascita etiope segna una svolta cruciale nei rapporti di forza sull’acqua del Nilo. Alimentando tensioni tra Etiopia ed Egitto, che teme ripercussioni economiche e strategiche, il rischio di un conflitto aperto rimane alto.
Il Corno d’Africa rappresenta una delle aree territoriali più contese a livello geopolitico. Il crescente valore strategico dell’area ha concentrato le mire dei grandi Paesi comportando un innalzamento delle tensioni già presenti tra gli Stati della Regione.
Il ministro Sergej Lavrov visita Egitto, Congo-Brazzaville, Uganda ed Etiopia per consolidare l’influenza russa in una sorta di marcia trionfale.
di Enzo Nucci. Corrispondente della Rai per l’Africa subsahariana Con una guerra in corso che assume sempre di più le caratteristiche di…
di Enzo Nucci. Corrispondente della Rai per l’Africa subsahariana. Quel rapido intervento militare dipanatosi tra il 4 e il 28 novembre 2020…
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