A ruggire, questa volta, è stato il popolo e non il tycoon. L’elezione a sindaco di New York di un immigrato della buona borghesia cosmopolita, socialista e di fede islamica, ha scosso il sistema politico americano e ha dimostrato la vitalità di un’altra America, probabilmente minoritaria, ma decisamente diversa da quella che si identifica nel Maga – Make America Great Again – e nel suo celebrato leader.
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