di Michele Lipori e Luigi Sandri
Ad aprile si è svolto un seminario itinerante organizzato da Confronti in collaborazione con il centro interreligioso «al-Amana» di Muscat. Abbiamo incontrato esponenti delle diverse comunità di fede e della società civile, per comprendere la particolare situazione dei cristiani nel paese e le questioni sociali e geopolitiche.
Scende rapida la notte al Tropico del Cancro, che lambisce Muscat, la capitale del sultanato dell’Oman, e quando arriviamo sulla collina dove sono concentrate le chiese cristiane è buio, ma le scarse luci ci permettono di avere una idea delle persone – circa settemila – convenute, parte già stipate negli edifici sacri, le più nel grande spiazzale antistante, per celebrare la Pasqua. Un evento del tutto normale in molte parti del mondo ma qui, in questo spicchio di penisola arabica, a ridosso del regno saudita, singolare per molte ragioni. Che si chiariscono se inquadriamo brevemente la storia di questo paese, ove gli autoctoni sono massicciamente musulmani ibaditi, e i lavoratori stranieri in gran parte cristiani.
Oman
Il sultanato dell’Oman è la destinazione del prossimo seminario itinerante di Confronti. Dal 18 al 27 aprile 2014 visiteremo Muscat, capitale e sede del sovrano; la costa di al-Batinah, con i giardini del sultano; l’oasi termale di Nakhl; Nizwa, l’antica capitale ya’aruba; Bahla, con il suo fortino patrimonio dell’Unesco; al-Hamra con le sue costruzioni di creta; le dune del deserto di Wahiba, territorio dei beduini dove pernotteremo in tenda.
Durante il viaggio, organizzato in collaborazione con il centro interreligioso «al-Amana» di Muscat, incontreremo esponenti delle diverse comunità di fede e della società civile. Ci accompagnerà nel viaggio il giornalista Luigi Sandri.
Per informazioni e iscrizioni
FINO AL 28 FEBBRAIO
Confronti – Ufficio programmi
Email: programmi@3.121.62.245
Tel 06.48.20.503 fax 06.48.27.901