La nuova legge israeliana sulla pena di morte per “terrorismo” – che di fatto colpisce esclusivamente i palestinesi – solleva interrogativi su disparità giuridiche, esclusioni sistemiche, uso politico della legislazione e sul progressivo spostamento del confine di ciò che è considerato “politicamente accettabile”.
Palestina
L’idea di un limite all’empatia viene spesso usata in Israele per giustificare l’indifferenza verso la sofferenza palestinese dopo il 7 ottobre 2023, ma Gaza, l’occupazione e i conflitti regionali fanno parte di un unico quadro che richiede la massima attenzione.
In una stagione in cui troppe parole producono solo confusione e suonano insensate e retoriche, facciamoci promotori di un gesto che guarda al futuro nel linguaggio biblico della profezia, un minuscolo progetto concreto capace di anticipare un cambiamento necessario, assai più grande e oggi purtroppo irrealistico.
Padre Gabriel Romanelli, parroco cattolico a Gaza, racconta la quotidianità surreale di una popolazione costretta a vivere tra bombe, fame e disperazione. La parrocchia della Sacra Famiglia da lui presieduta è diventata rifugio per centinaia di persone in una situazione sempre più catastrofica.
Fermiamo l’odio, aiutiamo i costruttori di pace. Mini tour in Italia
Dal 12 al 15 maggio 2025 si svolgerà in Italia un mini tour di sensibilizzazione promosso dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) in collaborazione con il Centro Studi e Rivista Confronti, nell’ambito del progetto Fermiamo l’odio, aiutiamo i costruttori di pace.
Oltre a un enorme costo in termini di vite umane, il conflittoIsraele-Hamas sta causando gravi ripercussioni economiche sia in Israele che nei Territori palestinesi, con un significativo aumento del deficit di bilancio e una contrazione del Pil diIsraele, insieme a una decrescita devastante dell’economia palestinese, in particolare a Gaza.
Yael Admi, israeliana, è stata inclusa nell’elenco delle 12 donne leader del 2024, stilato dalla rivista Time, in qualità di rappresentante di Women Wage Peace, un movimento la cui finalità è la cessazione del conflitto israelo-palestinese. Anche se la guerra tra Hamas e Israele produce ancora morte e sofferenza c’è chi ha il coraggio di chiedere che
si spezzi la spirale di sangue e il desiderio di vendetta.
Israeliani e Palestinesi, oggi, hanno bisogno di risposte urgenti e immediate: gli ostaggi ancora in mano ad Hamas attestano il fallimento della strategia della tabula rasa di Gaza adottata da Netanyahu; il presso di vittime e distribuzioni pagato dai palestinesi non associati ad Hamas –spesso anzi vittime innocenti di un regime dispotico e militarizzato che domina la striscia dal 2007 – va oltre ogni sostenibile soglia di sopportazione.
La devastazione di Gaza sembra più fare notizia, ma i cattolici e più in genere i cristiani di “Terra Santa” hanno da tempo cominciato ad alzare i toni della condanna dei metodi di Israele contro la popolazione civile inerme. Abbiamo intervistato Nabilah Saleh, una religiosa egiziana della congregazione del Rosario di Gerusalemme che ha vissuto per 13 anni ha a Gaza e ha svolto il ruolo di direttrice della scuola delle Rosary Sisters nel Nord della Striscia.
Medio Oriente. La via della riconciliazione contro il fanatismo
All’indomani del 7 ottobre 2023, quando Hamas ha compiuto il più terribile massacro di ebrei dal tempo della Shoah, il governo Netanyahu ha fatto seguire una sanguinosa offensiva militare. Nel suo ultimo libro Gaza. Odio e amore per Israele (Feltrinelli, 2024) Gad Lerner ci parla di un conflitto che porta con sé un condensato di contraddizioni e della spaccatura a livello globale sull’onda del fanatismo identitario che ha contagiato i due popoli in guerra.
