Il papa ha convocato per il 7 luglio, nel capoluogo pugliese, un vertice di leader cristiani per esprimere solidarietà ai cristiani del Medio Oriente perseguitati. Sono attesi tutti i patriarchi ortodossi ma, per ora, sembra che tra essi non vi sarà quello di Mosca, Kirill. Putin, tuttavia, potrebbe fargli cambiare idea.
Papa Francesco
di Luigi Sandri
Francesco ha indetto un Anno santo straordinario della misericordia, che si aprirà l’8 dicembre prossimo e terminerà il 20 novembre 2016. Il papa si aspetta soprattutto che i fedeli accorrano fiduciosi a confessarsi. Le sfide dell’iniziativa, gli aspetti problematici, i nodi teologici, l’attesa di qualche esplicito «mea culpa».
Lettera aperta a padre Antonio Spadaro, direttore de «La Civiltà Cattolica»
di Luigi Sandri
Antonio Spadaro – direttore de «La Civiltà Cattolica», e uomo di fiducia del papa che gli ha concesso un’amplissima intervista – esalta una conferenza nella quale Bergoglio, allora superiore provinciale dei gesuiti in Argentina, sferra un attacco globale contro Giovanni Calvino (il grande padre della Riforma, con Lutero).
La domanda è: l’attuale vescovo di Roma mantiene le tesi del Bergoglio argentino? Se fosse così, fine del suo ecumenismo con il mondo protestante; se non lo è, come pensiamo, urge una chiarificazione di discontinuità da parte di Francesco.
di Luigi Sandri
Nel suo viaggio in Terra santa (24-26 maggio) il vescovo di Roma ha incontrato il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo, e i leader giordani, israeliani e palestinesi, sempre invocando riconciliazione tra le Chiese, e pace e giustizia tra i popoli della regione. Le speranze accese, l’asprezza dei nodi irrisolti, le scelte profetiche.
Il vento del deserto inaridirà le parole appropriate, i silenzi gridanti ed i gesti intensi del pellegrinaggio di Francesco in Terra santa o, piuttosto, il soffio dello Spirito trasporterà questi semi nel terreno ove fioriranno, contribuendo così a favorire la riconciliazione tra le Chiese, il dialogo con ebrei e musulmani e, soprattutto, a porre fine al dramma della Siria e al conflitto israelo-palestinese? Dirà il prossimo futuro dei risultati del pellegrinaggio del vescovo di Roma in Terra santa che, dal 24 al 26 maggio, ad Amman, Betlemme e Gerusalemme ha toccato problemi religiosi difficili e nodi geopolitici dolorosissimi del Medio Oriente.
di Luigi Sandri – Da quando è stato eletto vescovo di Roma, Bergoglio continua a seminare segni di consolante discontinuità rispetto al passato, e l’esortazione apostolica «Evangelii gaudium» lo conferma. Ma la strada è in salita, e lo prova la sua riaffermazione delle tesi di Wojtyla e di Ratzinger contro i ministeri affidati alle donne.
Dove va la Chiesa di Francesco, da lui spronata ad un trascinante mutamento di prospettive pastorali e, dunque, istituzionali? I suoi primi nove mesi di servizio episcopale in Roma sono stati caratterizzati da singolari omelie; da parole non scontate («oh, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri»); da viaggi paradigmatici (Lampedusa); dall’avvio di riforma delle opache finanze vaticane; dalla convocazione di due Sinodi dei vescovi dedicati al tema cruciale della famiglia; dall’esortazione apostolica (Evangelii gaudium, del 24 novembre) che invita l’intera comunità cattolica ad un radicale ravvedimento evangelico, implicante anche la conversione del papato. Quo vadis?
di David Gabrielli – A soli sei mesi dall’elezione di papa Francesco, il suo stile semplice e immediato, l’impegno per la pace, il suo appello agli organismi vaticani perché sposino «madonna povertà», e l’invito al clero ad essere «accogliente» con i fedeli… non in linea, fanno sperare grandi riforme pastorali e istituzionali. Ma non mancano contraddizioni su problemi dirimenti e domande inevase. Forse solo un nuovo Concilio generale della Chiesa romana, aperto anche ai laici, uomini e donne, potrebbe affrontare la situazione che sta emergendo.
Nei primi cento giorni dell’episcopato romano di papa Francesco ci sono molte luci, che hanno acceso tante speranze. Vi sono però, anche,…
Papa Francesco ha affidato ad otto cardinali dei cinque continenti il compito di dargli dei «consigli» per governare la Chiesa universale e…
Un papa che abbandona titoli altisonanti e vesti preziose, che assume il programmatico nome del Poverello d’Assisi, e che viene dal Sud…
