Se si pensa ai cinque anni trascorsi, risulta evidente che le elezioni europee del 6-9 giugno prossimi non serviranno più solamente a misurare le forze relative dei partiti, ma redistribuiranno un genuino potere politico in tutto l’assetto istituzionale dell’Unione.
Parlamento europeo
Memoria senza storia: la proposta impossibile del Parlamento europeo
L’ultima risoluzione sulla memoria approvata dal Parlamento europeo è un’occasione persa, piena di semplificazioni e omissioni – che però ci raccontano molto dello stato del progetto europeo a 30 anni dalla caduta del Muro. Come si è arrivati a questo vuoto documento anti-tutti-i-totalitarismi? La risposta va cercata a Est, nell’attenzione che la destra polacca dedica al tema della memoria.
Molti osservatori, temendo uno tsunami euroscettico, hanno dato un sospiro di sollievo dopo i risultati delle elezioni. Tra i Paesi fondatori dell’Ue, l’Italia è il solo dove vince ed è al potere una maggioranza assoluta sovranista, con conseguenze negative sulla sua influenza. Nessuno dei suoi partiti sarà nei principali gruppi politici del Parlamento.
Il 18 giugno 1989 fu indetto un referendum di indirizzo per sondare la volontà popolare in merito al conferimento o meno di un ipotetico mandato costituente al Parlamento europeo. Tale referendum, il cui esito fu tradito, fu ispirato da Altiero Spinelli. Oggi bisognerebbe rivitalizzare quella risposta popolare attraverso un Semestre costituente.
