La scommessa è facile da vincere. La campagna elettorale, di fatto già iniziata, avrà due temi centrali: immigrazione e sicurezza.
remigrazione
“Remigrazione”, o del ritorno di un’idea di esclusione
Il termine “remigrazione” è tornato a occupare il dibattito pubblico europeo con una rapidità che sorprende e inquieta.
La “remigrazione” si presenta come una politica di gestione dei flussi, ma dietro il linguaggio burocratico nasconde un impianto identitario fondato su esclusione, purezza nazionale e deumanizzazione dell’altro. Un’analisi dei miti che alimentano questa ideologia e delle sue radici etnofasciste.
Il regolamento Dublino torna a riaccendere lo scontro tra i governi europei sulla gestione dei migranti, trasformati sempre più in strumenti della competizione politica e diplomatica. Dietro numeri e accordi, però, ci sono persone costrette a interrompere percorsi di vita e di integrazione.
La crisi di Ceuta riporta al centro del dibattito europeo immigrazione, Schengen e gestione delle frontiere. Ma riemergono anche le contraddizioni delle politiche adottate negli ultimi anni dai governi italiani ed europei.
La parola d’ordine della “remigrazione” dalla Germania è arrivata fino a noi. Senza rivelare particolari imbarazzi per aver mutuato questa idea radicale dall’estrema Destra di Alternative für Deutschland, una rumorosa frangia della Destra italiana l’ha fatta propria, ottenendo l’effetto desiderato: clamore mediatico, visibilità e risonanza.
