L’accordo tra Congo e Rwanda firmato a Washington e sponsorizzato da Donald Trump solleva dubbi più che speranze: dietro l’intento di pace si cela un evidente interesse economico, soprattutto per gli Stati Uniti. Le critiche si moltiplicano, dal Nobel Mukwege a Human Rights Watch, denunciando neocolonialismo e premi al Rwanda nonostante le continue violazioni. Sullo sfondo, milioni di morti e un rischio concreto: perpetuare lo sfruttamento invece che fermare la guerra.
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