L’ultimo film di Paolo Sorrentino, attraverso un riferimento a vicende e dinamiche politiche vicine ai nostri giorni, spazia su territori “filosofici” che hanno a che fare con la dimensione “pesante” dell’esistenza umana, con le sue contraddizioni e i suoi dilemmi, con le sue aspirazioni alla verità e alla giustizia, sempre sospese nel mare mosso dell’incertezza e del dubbio. E proprio in questa condizione di inquietudine e di finitudine irrompe – senza preavviso – l’infinito della grazia: una grazia tutta terrestre, umana, un moto di levità dal basso che solleva, sovverte, squaderna, rimette in moto l’esistenza e i suoi sedati desideri.
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