Dalla retorica delle similitudini storiche agli eufemismi più estremi, il governo Netanyahu utilizza un linguaggio che plasma la percezione del conflitto a Gaza. Paragoni con l’11 settembre, Pearl Harbour e persino la Shoah mirano a legittimare scelte politiche e militari controverse. In questa “neo-lingua”, tra propaganda e censura, le parole diventano strumenti di potere e manipolazione.
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Da anni i nuovi media della comunicazione facilitano l’accesso rapido alle notizie a spese dei giornali di carta, anche se la visualizzazione rapida dsimpegna da analisi e confronti d’opinioni.
di Michele Lipori. Redazione Confronti. Nell’ultimo report redatto dall’Ong Reporters Sans Frontières, con lo status di consulente delle Nazioni Unite, emerge che…
Genova, la radio e i media indipendenti. Nei tre giorni di G8 l’Italia conoscerà i podcast e i social network
di Marzia Coronati. Giornalista Rai RadioTre. Sono passati venti anni dal G8 di Genova. Nel 2001 nessuno possedeva uno smartphone e internet…
Maggio il mese nero dei giornalisti, sette uccisi per il loro lavoro. Fra loro Fabio Polenghi, fotoreporter con il mondo come casa
di Luciana Borsatti. Giornalista e scrittrice. Il mese nero dei giornalisti italiani. In maggio ne sono morti infatti in sette, per mafia, terrorismo…
di Gaetano De Monte. Giornalista Il 3 maggio scorso in occasione della giornata mondiale della libertà di stampa è stato lanciato sulla…
