di Patrizia Larese
Nel 1996 Tarana Burke, attivista americana di colore e direttrice di un campeggio per giovani, non avrebbe mai immaginato che sarebbe diventata l’ideatrice di una campagna internazionale che, dopo vent’anni, avrebbe coinvolto milioni di donne nel mondo.
violenza
di Gianna Urizio (giornalista, già presidente della Federazione delle donne evangeliche in Italia, impegnata al Centro antiviolenza “Donna LISA” di Roma)
Il 26 novembre hanno sfilato a Roma centinaia di migliaia di donne e uomini contro la violenza esercitata sulle donne, ma i media quasi non ne hanno parlato.
Un documento molto pensato e politicamente utile, nato in seno alla recente edizione della International Summer School on Religions (che si è tenuta a San Gimignano dal 24 al 27 agosto 2016).
di Amelia Vescovi
Ospiti internazionali al convegno «Le donne, un filo che unisce mondi e culture diverse», organizzato a Roma dall’Associazione Telefono Rosa, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne del 25 novembre. Tra i partecipanti, Ozlem Tanrikulu, componente della Commissione degli Affari Esteri del Knk (Congresso nazionale del Kurdistan) e presidente dell’Ufficio di informazione sul Kurdistan in Italia, che ha parlato al pubblico di studenti delle scuole superiori del sistema di auto-organizzazione delle donne curde nella regione di Rojava, divisa nei cantoni di Kobane, Efrin e Cizre, dove si sono create unità di difesa in cui uomini e donne vivono e combattono in un regime di democrazia pura, oltre ogni forma di patriarcato o matriarcato.
Qui sono nate le Accademie delle donne, dove si è insegnanti ed allieve allo stesso tempo, con l’obiettivo comune di rintracciare la propria identità e i propri bisogni. E qui sono state aperte le Case delle donne, per la prevenzione della violenza di genere, fisica, economica, psicologica. Insieme agli uomini, le donne di Rojava hanno aiutato i civili a fuggire in sicurezza durante gli attacchi ai centri abitati, ed hanno allestito campi per i profughi su modello della loro comunità.
Di fronte ai tragici attentati di Parigi di venerdì 13 novembre, noi esponenti di varie organizzazioni islamiche e cristiane, riuniti a Roma per il convegno promosso dalla rivista Confronti sul tema: «Da musulmani immigrati a cittadini italiani: la sfida dell’integrazione e del dialogo» (13-14 novembre 2015), esprimiamo il nostro cordoglio e il nostro sconcerto, nonché la nostra solidarietà al popolo francese, con tutte le sue componenti religiose e culturali, e a tutti i popoli vittime del terrorismo. Condanniamo ogni forma di terrore e di violenza nel nome di Dio; rivolgiamo un appello a tutte le nostre comunità perché contrastino con tutte le loro forze messaggi d’odio e di violenza incompatibili con l’Islam, con il Cristianesimo e con tutte le altre religioni e il loro messaggio di pace. Rinnoviamo la nostra totale disponibilità a collaborare a ogni iniziativa tesa al dialogo interreligioso e al contrasto di ogni abuso della religione per perseguire obiettivi politici e di potere che nulla hanno a che fare con una fede autenticamente vissuta.
All’interno l’elenco dei promotori e le prime adesioni.
Per aderire all’appello, inviare una mail a: info@3.121.62.245
di Elio Rindone
In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, si terrà presso il teatro Antigone di via Vespucci 42 (Testaccio) un incontro sull’omonima tragedia di Sofocle, a cura delle Biblioteche di Roma, l’Ambasciata di Grecia, il Municipio I Roma Centro.
La vicenda di Antigone, una giovane donna su cui si abbatte la violenza del potere maschile, può essere considerata paradigmatica della condizione di subordinazione di tante donne che anche oggi, sia all’interno della famiglia che nel più vasto ambito della società, soggiacciono all’arbitrio degli uomini. I vari interventi previsti nel programma della manifestazione affronteranno le diverse sfaccettature della tragedia, le cui tematiche, che non si esauriscono certo nel contrasto uomo-donna, sono estremamente attuali: limiti del potere, forza vincolante della legge umana, suo rapporto con quella divina.
